|
|  |
Un paesaggio unico, poco frequentato, amabile, sereno, ma al tempo stesso aspro,
si scorge attraversando la provincia di Ragusa alla scoperta di un territorio
definito non a torto “un’isola nell’isola” per la peculiare tradizione gastronomica,
per il carattere semplice e sincero dei suoi abitanti, per i suoi insediamenti
urbani, le “dodici sorelle,” da scoprire nella loro ricchezza di storia e tradizione.
|
|
Si comincia dai rilievi, i monti Iblei, costituiti da tavolati di roccia calcarea,
che il secolare fluire dei torrenti ha modellato, dando luogo a cave naturali
e urve, grandi pozze nelle quali va a raccogliersi l’acqua piovana. Si percorrono
poi le colline che si susseguono incessantemente, in un paesaggio morbido, colorato
dal giallo della gramigna e segnato, con armonia, dalla mano dell’uomo. Alla vista
compaiono i fitti reticoli dei muretti a secco, che delimitano e articolano razionalmente
gli spazi coltivati e le masserie, complessi agricoli, talvolta antichi di secoli,
con il tipico impianto a cortile, nel cui centro è collocato u bagghiu, il pozzo.
Ci s’imbatte poi nei boschi e nelle riserve naturali, ultime spettacolari testimonianze
della vegetazione lussureggiante che un tempo ammantava gran parte della Sicilia.
E si giunge infine sui litorali marini che si distendono placidi sul mare, intervallati
dai macconi, tipiche dune di sabbia, ricoperte da ginestre, lentisco e ginepro.
|